INCONTRO CON LA CLASSE 3C DELLA SCUOLA MEDIA DI PALAGANO
Scuola media: progetto “10 parole per il tuo futuro”.

Il 29 aprile 2026 gli studenti della classe 3c della Scuola Media di Palagano, nel contesto del progetto “10 parole per il tuo futuro”, sono venuti per conoscere l’associazione S.C.I.L.L.A.. Da questo incontro è stato scritto dagli studenti un articolo pubblicato sul giornale locale “La Luna nuova” (www.luna-nuova.it), che riportiamo.
Mercoledì 29 aprile 2026 noi della classe 3C della Scuola Media di Palagano, accompagnati dalla nostra insegnate di Religione Cattolica suor Enrica Solmi, siamo andati a conoscere l’Associazione S.C.I.L.L.A. recandoci presso la casa della famiglia Bettuzzi.
Questa visita si colloca all’interno del progetto “10 parole per il tuo futuro” che stiamo svolgendo in quest’anno scolastico con la nostra docente di religione. Le parole che abbiamo voluto scoprire attraverso l’associazione S.C.I.L.L.A. sono state “servizio e volontariato”.
Davide Bettuzzi, attraverso un video, ci ha mostrato la storia dell’associazione, dalle sue origini ad oggi, e tutti i progetti che sono riusciti a realizzare in questi anni dedicati al bene, al servizio, al volontariato e alla cura per i poveri e delle persone più fragili.
Il concetto che più è emerso dai suoi discorsi è stato “tanto abbiamo ricevuto e tanto dobbiamo restituire”. Questo pensiero in maniera più marcata ce lo ha spiegato Daniele Bettuzzi dicendoci che sulle spalle abbiamo uno zaino molto pesante per le cose che abbiamo ricevuto e dobbiamo sentire il dovere di alleggerirlo e svuotarlo nel dono.
l temi della restituzione e della distribuzione, ci ha spiegato la nostra insegnante, vanno intesi non solo in senso economico, ma anche come un’azione finalizzata a ridonare dignità, speranza e diritti ai più deboli.
Offrire un dispensario, una scuola o un acquedotto a delle persone povere significa dare dignità e una vita più umana.
Se facciamo memoria del miracolo della moltiplicazione dei pani, che si basa sulla condivisone di ciò che si possiede, capiamo che i “miracoli” che compie questa Associazione nascono dal fatto che tanta gente spezza, dona e distribuisce molto “pane” attraverso di loro. Tutte queste persone sono il volto della Provvidenza.
Mentre eravamo in ascolto di Davide abbiamo saputo che un attimo prima che noi arrivassimo una persona si era informata per finanziare un progetto appena lanciato sul sito dell’associazione.
Per noi è stato molto interessante conoscere la S.c.i.l.l.a.:
- per scoprire tutto quello che hanno fatto per aiutare le persone meno fortunate di noi;
- per conoscere le strutture e i progetti che hanno realizzato;
- per scoprire la determinazione di quelle persone, il coraggio e la gentilezza;
- per stupirsi della generosità delle persone nel donare dei soldi per aiutare;
- per vedere l’impegno e la generosità con cui lavorano;
- per ammirare il coraggio di andare in paesi lontani e sconosciuti.
Le immagini che ci sono rimaste dentro sono state:
- le fotografie di coloro che hanno iniziato la vita della S.c.i.l.l.a. e di chi ha continuato, di generazione in generazione;
- le foto dei volontari quando erano con i bambini e si divertivano insieme;
- le capanne di fango dove vive la gente;
- le scuole e gli ambulatori che la S.C.I.L.L.A. ha costruito;
- l’accoglienza che la gente del luogo ha avuto verso i volontari e i volontari verso di loro;
- l’immagine della donna che esce dalla capanna e dona ai volontari un uovo, molto probabilmente l’unico uovo che aveva.
Abbiamo compreso che:
- i volontari lo fanno volentieri;
- che si rendono conto di essere molto fortunati;
- che è importante aiutare le persone che hanno meno di noi;
- che gli dispiace della situazione in cui vivono queste persone e sentono il bisogno di fare qualcosa;
- che sono delle persone molto brave e si impegnano a rendere felici chi ne ha davvero bisogno, sono molto coraggiosi e altruisti.
Nel ringraziarvi vi auguriamo buona fortuna per i prossimi progetti, che possiate realizzarli tutti. Non smettete di aiutare le persone, perché è importante e forse molte persone non farebbero quello che fate voi. Grazie, perché date un po’ di felicità e sollievo alla vita delle persone povere.
Ragazzi della 3C
della Scuola Media di Palagano
(Alessandro, Brian, Enrico,
Elio, Federico, Giulia, Michele, Michelle, Riccardo)