VOLONTARI

VOLONTARI

L’associazione S.C.I.L.L.A. realizza i propri progetti ricorrendo a prestazioni di volontari che offrono gratuitamente tempo e competenza. Le figure professionali richieste dipendono dal tipo di progetto da realizzare; la maggior parte delle volte si tratta di muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, geometri, sanitari. 

Oltre al servizio reso dai volontari che si recano personalmente nei Paesi in via di sviluppo per realizzare i progetti l’associazione si avvale del lavoro offerto, gratuitamente, da collaboratori che si occupano, in Italia, della gestione associativa, divulgazione, raccolta fondi, organizzazione delle diverse attività.

Assolutamente fondamentale il contributo economico dei sostenitori senza il quale nulla si potrebbe fare.

Questo “lavoro di squadra” permette all’associazione di realizzare progetti piccoli ma efficaci in risposta alle richieste delle popolazioni che si trovano in condizioni di bisogno.

L’associazione si prende carico di tutte le spese correlate al viaggio (biglietti aerei, tasse, permessi…), vitto, alloggio, vaccinazioni e profilassi sanitaria; organizza i voli di andata e ritorno; si occupa delle pratiche amministrative necessarie per il soggiorno nei paesi di destinazione (permessi, visti,…). 

Al volontario non è corrisposto alcun compenso.Il volontario presta la propria opera gratuitamente, con spirito di solidarietà per le popolazioni destinatarie del progetto. 
Tutti i volontari, come disposto dalle norme di legge, sono coperti da assicurazione durante il periodo della loro “missione”.

Promemoria del volontario

Alcune indicazioni comportamentali nate dall’esperienza dei primi anni di vita associativa.

La persona che sceglie di fare una esperienza di lavoro nel “terzo mondo” sa che la sua presenza in una missione cattolica è significativa di carità e solidarietà umana e cristiana.
L’esempio dato con la propria vita e col proprio lavoro devono essere di sostegno e mai in alcun modo deve pregiudicare il lavoro di apostolato di chi ha dato la vita intera per questo ideale.
Sarà utile, perciò, tenere presente alcune indicazioni di ordine generale dettate dalle esperienze di questi primi anni.

  1. L’impegno e il lavoro sono lo scopo del mese di volontariato. Anche se un po’ di riposo (sabato pomeriggio e domenica) fa bene al fisico e allo spirito, bisogna ricordare che non si va a fare del turismo.
  2. Conoscere usi e costumi, paesaggi, ecc… di altri paesi è senz’altro positivo ma ancora meglio è cercare, con molta apertura mentale, di riscoprire valori umani e spirituali presenti in questi popoli e forse offuscati o persi nella nostra società consumistica.
  3. Nelle “missioni” bisogna sapersi un po’ adattare alle possibilità, talvolta forse scarse, riguardanti il cibo, le comodità, l’alloggio e i mezzi di trasporto. A questo proposito, bisogna tener presente che gli automezzi della missione non sono mai in soprannumero, perciò e bene usarli solo per motivi di necessità.
  4. Il lavoro, per quanto è possibile, deve coinvolgere anche le persone del luogo.
    In questo modo si instaura un clima di cordialità e di amicizia e il nostro non sarà il lavoro di “stranieri generosi”, ma quello che faremo sarà sentito anche come opera loro, lavoro fatto insieme ad amici venuti dall’Italia.