98 • SOSTEGNO AD UNA FAMIGLIA DI GAZA

98 • SOSTEGNO AD UNA FAMIGLIA DI GAZA

(Palestina)

Luogo: Palestina, Gaza.Richiesto da: Rawan Marshoud
Inizio: 30 gennaio 2026.Fine: PROGETTO IN CORSO.
Progetto numero: 98.Numero di interventi: 4.
Referente del progetto: Lara CorradiniUltimo aggiornamento: 7 luglio 2026
Rawan. Abla (mamma) e Faten (sorella)

Su segnalazione di una nostra associata, Lara Corradini, siamo venuti a conoscenza della drammatica situazione in cui vive una famiglia di Gaza (Rawan Marshoud, la mamma e due sorelle) che, a causa dell’assedio di Israele nella Striscia, sta vivendo la devastazione più completa sotto tutti i punti di vista: in termini pratici (assenza di casa, lavoro, cibo…), sotto l’aspetto sanitario (assenza di medicine, sospensione dei piani di cura, rischio di contrarre malattie infettive dovute alle drammatiche condizioni igieniche…) e psicologico (stress, ansia, attacchi di panico, sgomento, paura) oltre al continuo rischio della vita. Siamo consapevoli che la situazione di Rawan e della sua famiglia è sola una delle migliaia di situazioni riscontrabili oggi a Gaza ma è Rawan che ha chiesto aiuto, che garantisce e testimonia il buon fine dell’aiuto ricevuto. Con Rawan si riesce a rimanere in contatto tramite social ed è abbastanza agevole inviarle denaro. E’ veramente “una goccia nel gran mare degli aiuti necessari” ma almeno qualcosa possiamo e riusciamo a fare.

Chi intende sostenere questa iniziativa può fare la propria donazione tramite bonifico bancario (vai alla sezione dedicata) indicando nella causale “Sostegno a Rawan”, Per poter ricevere la ricevuta economica della donazione, che potrà essere detratta dalla denuncia dei redditi, indicare il proprio nome, cognome, codice fiscale ed indirizzo mail o di posta ordinaria.

Situazione (contatto Instagram con Rawan Marshoud, 23 gennaio 2026).

Il mio nome è Rawan Marshoud, da Gaza. Ho 26 anni, sono nata e cresciuta in questa città che ho sempre amato nonostante tutto quello che ha sopportato (guerre, assedio e perdite). Prima della guerra noi avevamo una vita semplice, ma stabile. Ho studiato inglese e ho conseguito una laurea in Amministrazione Aziendale dopo quattro anni di duro lavoro e determinazione. Credevo davvero che l’istruzione fosse il mio percorso per costruire un futuro sicuro per me stessa e per la mia famiglia, ma la guerra ci ha rubato tutto. Prima del 7 ottobre noi vivevamo nella nostra casa nella Gaza orientale. La vita a volte era difficile, ma avevamo un tetto sopra le nostre teste e un senso di sicurezza.

Quando la guerra è cominciata, le nostre vite sono state completamente stravolte. Il primo giorno siamo fuggiti dalla nostra casa in cerca di un posto più sicuro, dove siamo rimasti solo per una settimana. Poi la nostra casa è stata bombardata, e siamo stati costretti a fuggire di nuovo, questa volta a Khan Younis. Quello è stato il nostro primo spostamento e da quel momento non abbiamo più avuto un posto stabile da poter chiamare casa. Attualmente stiamo vivendo in tende in AI-Zawayda. Siamo stati sfollati molte volte, e con ogni sfollamento abbiamo perso tutto ciò che avevamo: il nostro cibo, i nostri vestiti, anche la tenda nella quale stavamo vivendo. Correvamo sotto il bombardamento, gridando, piangendo, e aspettando la morte in ogni momento. Oggi, viviamo in una tenda che non ci protegge da nulla, non dal freddo, non dalla pioggia e non dalla paura.

Siamo esausti… profondamente esausti dal dormire in una tenda, come se stessimo dormendo fuori all’aperto. Il freddo è insopportabile. Mia madre, che ha 65 anni, soffre molto. I suoi piedi le fanno un male terribile a causa del freddo estremo, e le sue condizioni di salute continuano a peggiorare. La notte, dormiamo schiacciati l’uno contro l’altro solo per sentire un po’ di calore. Con così poche coperte ci sentiamo completamente esposti, senza protezione, senza dignità.

Il mio obiettivo nel chiedere aiuto non è mai stato il lusso. Tutto ciò che voglio è salvare mia madre e le mie sorelle. Mia madre soffre di alterazioni degenerative avanzate della colonna lombare, in particolare delle vertebre inferiori, e riesce a malapena a camminare. Inoltre, soffre di pressione alta grave e cronica e necessita di farmaci continui e di controlli medici regolari. Spesso, la sua pressione sanguigna non risponde ai farmaci disponibili e raggiunge livelli pericolosi, costringendoci a portarla in ospedale per cure d’urgenza finché non si stabilizza. Tutto ciò accade spesso e la esaurisce fisicamente e mentalmente, mentre aumenta la nostra paura per lei, soprattutto in un contesto di instabilità, mancanza di farmaci e scarsa assistenza sanitaria. Mia sorella maggiore, Faten (28 anni), soffre di un adenoma pituitario che ha colpito pericolosamente il cervello e la retina. Stava facendo un trattamento prima della guerra ma in seguito ne è stata privata e le sue condizioni sono peggiorate in modo spaventoso. Ha bisogno di esami medici regolari molto costosi per determinare se il tumore sta crescendo, e non possiamo permetterceli. Ogni giorno temiamo che possa perdere la vista. Mia sorella minore, Hadeel (24 anni), ha studiato infermieristica e ha completato due anni di diploma, ma non ha potuto continuare la sua formazione a causa della guerra. Questo le ha spezzato il cuore. Vorrei spiegarvi che ora Hadeel, è in pessimo stato psicologico. La guerra ha cambiato completamente la sua vita, e ha lasciato profonde ferite dentro di lei. La sua vita non era così prima della guerra, ma tutto quello che abbiamo passato ha pesato pesantemente su di lei. A Hadeel non piace essere fotografata, e non è in grado di adattarsi a questa dolorosa realtà e alle terribili condizioni in cui viviamo. La pressione, la paura e la perdita di sicurezza, l’hanno esaurita emotivamente, lasciandola incapace di nascondere quanto sia profondamente colpita. Spero che possiate capire perché non compare nella foto che vi ho mandato, possiate capire la sua situazione, ed essere premurosi nei confronti del suo fragile stato mentale. Porta con sé un dolore profondo causato dalla guerra, qualcosa che non ha mai scelto.

Come avete potuto capire, siamo una famiglia senza un padre; mio padre è morto, e io porto questo fardello da sola.

Stiamo chiedendo aiuto semplicemente per sopravvivere, avere farmaci, cibo, vestiti, esami medici, e soprattutto, un luogo sicuro. Il nostro sogno ora è molto piccolo e semplice: con il tuo aiuto potremo permetterci di affittare una sola stanza, una stanza che ci protegga dal freddo, dove mia madre, le mie sorelle, ed io possiamo essere al sicuro, almeno un po’. Non stiamo cercando una vita lussuosa. Vogliamo solo vivere con dignità, per permettere a mia madre di dormire senza dolore, per sentirmi rassicurata sulla salute di mia sorella, e per sapere che qualcuno, da qualche parte, ha sentito la nostra voce. Ogni aiuto che ci offrite, non è solo una donazione, è un’ opportunità di vita, un barlume di speranza in mezzo a questa oscurità. Per favore, valutate ogni parola che ho scritto. Arrivano da un cuore esausto, da una figlia che teme di perdere la sua famiglia davanti agli occhi.

Con la più profonda gratitudine e speranza, Rawan Marshoud e la sua famiglia (madre: Abla Marshoud, 65 anni; padre: defunto; sorelle: Faten Marshoud, 28 anni; Hadeel Marshoud, 24 anni).

Condizioni di vita

Dopo aver condiviso queste foto, spero che possiate davvero comprendere la realtà che viviamo ogni giorno. Non si tratta di una situazione temporanea, ma della nostra vita attuale. Io e la mia famiglia viviamo in una tenda, in un luogo dove mancano persino le cose più basilari. Non è sicuro, non è pulito e non è adatto alla vita umana. Ogni giorno è più pesante del precedente. Mia madre e mia sorella sono entrambe malate e le loro condizioni stanno peggiorando a causa di queste dure condizioni di vita. Hanno disperatamente bisogno di un posto pulito, di cure adeguate e di un po’ di conforto, ma purtroppo non posso offrirglielo. Vi chiedo con tutto il cuore, per favore, siate solidali con noi. Qualsiasi aiuto, anche minimo, potrebbe permettermi di affittare anche solo una piccola stanza per mia madre, le mie sorelle e me. Una semplice stanza significherebbe sicurezza, dignità e la possibilità per la mia famiglia di respirare di nuovo. Per favore, non lasciateci soli. La vostra gentilezza può davvero cambiare le nostre vite. Grazie per averci ascoltato e grazie a chiunque sceglierà di aiutarci.

Aggiornamenti


7 luglio 2026: versati 2.300 euro.


Messaggio di Rawan del 2 luglio 2026:

“Cara sorella Lara, mi dispiace molto non essermi collegata a Internet ultimamente, ma onestamente la nostra situazione è stata molto difficile. Da qualche tempo piango spesso e vivo nella paura costante. Ciò che mi spaventa di più è la possibilità che io, mia madre e le mie sorelle finiamo di nuovo per strada. Mia madre è esausta e l’affitto rappresenta un peso enorme per noi. Ho persino implorato il proprietario della stanza e del bagno che occupiamo di concederci ancora una settimana, perché davvero non sappiamo cosa fare. Abbiamo un disperato bisogno del tuo aiuto. Io, mia madre e le mie sorelle ci sentiamo smarrite e non sappiamo come faremo senza di te. La situazione qui è durissima. I bombardamenti avvengono all’improvviso e gli attacchi non sembrano mai lontani. La paura non abbandona mai i nostri cuori.
Grazie infinite, cara sorella Lara, per esserci vicina, a me, a mia madre e alle mie sorelle. Grazie anche a Davide e a tutte le persone che ci stanno aiutando. Siete davvero una benedizione e una fonte di speranza per la mia famiglia e per me. Io, mia madre e le mie sorelle preghiamo sempre per te e chiediamo a Dio di benedirti, proteggerti e ricompensarti per la tua gentilezza. Non dimenticheremo mai il tuo sostegno e la tua bontà.


Messaggio di Rawan del 24 maggio 2026:

“Ciao mia cara sorella Lara,
spero davvero che tu stia bene, in salute e al sicuro. Prima di tutto, dal profondo del mio cuore, voglio ringraziare te e l’Associazione S.C.I.L.L.A. per la vostra gentilezza, umanità e supporto. Per favore, porgi i miei più sinceri ringraziamenti a ognuno. Oggi il sostegno che ci avete inviato ci è arrivato e, onestamente, io e la mia famiglia non riusciamo a descrivere il sollievo e la felicità che abbiamo provato. Vivevamo nella preoccupazione, perché la scadenza per il pagamento della stanza e del bagno era imminente e non sapevamo come avremmo fatto a farcela. Con il vostro sostegno ci avete salvato dal tornare alla vita nelle tende nella paura, nella sofferenza e nell’instabilità. Vivere nelle tende qui è come vivere per strada: senza sicurezza, senza comfort e senza pace. Il caldo è insopportabile, le notti sono spaventose e ogni giorno è pieno di paura e incertezza. La guerra qui non è ancora finita. I bombardamenti continuano, ed è terrificante perché bombardano ovunque e in qualsiasi momento. Il rumore degli aerei non ci abbandona mai, giorno e notte, e la paura non ci lascia mai. La vita qui è diventata incredibilmente difficile. Fame, paura, spossatezza e tristezza ci opprimono costantemente. Anche comunicare e connettersi a internet è molto difficile e spesso siamo completamente isolati dal mondo. Ma il vostro sostegno e la vostra gentilezza ci fanno sentire che ci sono ancora persone al mondo che non ci hanno dimenticato, persone che hanno veramente compreso il nostro dolore e ci sono state accanto in questi giorni insopportabili. Solo questo sentimento ci dà la forza di andare avanti. Voglio anche dirvi, onestamente e con molta vergogna, che dopo Dio, non ho davvero nessun altro che possa aiutare me e la mia famiglia.
Ho usato tutto il sostegno che mi avete inviato per pagare l’affitto della stanza e del bagno perché era urgente e avevamo paura di perdere l’unico riparo che proteggeva mia madre e le mie sorelle. Ma purtroppo, stiamo ancora lottando molto con il cibo, le medicine e i bisogni primari quotidiani. Mia madre soffre molto ultimamente per un forte dolore alle gambe e ha bisogno di vedere un medico e ricevere cure. Vederla soffrire senza poterla aiutare mi spezza il cuore. Mi dispiace davvero chiederlo di nuovo, ma spero sinceramente che continuerete a stare accanto a me e alla mia famiglia. Il vostro sostegno ci sta aiutando a sopravvivere in questa vita dolorosa e ci dà speranza nei giorni pieni di paura e difficoltà. Grazie infinite all’associazione S.C.I.L.L.A., alla mia cara sorella Lara e a ogni singola persona che ci è stata vicina. Io, mia madre e le mie sorelle vi siamo infinitamente grate. Preghiamo con tutto il cuore che Dio vi benedica, vi protegga e ricompensi la vostra gentilezza e umanità. Vi vogliamo tutti molto bene e non dimenticheremo mai il vostro sostegno e la vostra compassione”.


19 maggio 2026: versati 500 Euro.


25 aprile 2026: Rawan ha trovato una stanza con bagno dove trasferirsi con le sorelle e la madre.

Assemblea generale, 25 aprile 2026.
Assemblea generale, 25 aprile 2026.

Messaggio di Rawan del 25 aprile 2026

Carissima Lara, ho visto la foto che mi hai mandato (ndr: foto dell’assemblea annuale dell’associazione S.C.I.L.L.A.) e non ho davvero parole sufficienti per esprimere ciò che provo… Vedere persone sedute insieme, che ascoltano la nostra storia e si prendono cura di noi in questo modo mi ha toccato profondamente. Ti prego, ti chiedo gentilmente di trasmettere i miei più sinceri ringraziamenti e la mia gratitudine a Davide e a tutti gli amici di S.C.I.L.L.A.. Dal profondo del mio cuore, grazie per considerarci, per aver ascoltato il nostro dolore ed esserci stati vicini in un momento così difficile. Significa per noi più di quanto le parole possano mai descrivere. Quando l’ho raccontato a mia madre e alle mie sorelle, Faten e Hadeel, erano così felici… davvero felici. Per la prima volta dopo tanto tempo, abbiamo sentito di non essere soli, che ci sono persone gentili in questo mondo che si prendono cura di noi e vogliono aiutarci a sopravvivere. Non dimenticheremo mai la vostra gentilezza, la vostra umanità e il vostro sostegno. Ci avete dato non solo aiuto, ma anche speranza… e la speranza è tutto per noi in questo momento. Grazie, da parte di tutti noi, ancora e ancora. Per favore, fate loro sapere quanto siamo grati. Con tutto il mio amore e rispetto.


16 aprile 2026: versati 1.300 Euro.


Messaggio di Rawan del 3 aprile 2026 (messaggio a Lara Corradini dopo giorni di silenzio).

Mia cara Lara, mi dispiace tanto di essere sparita… La situazione qui è stata davvero difficile, e a volte non ho nemmeno la forza o la connessione internet per contattarti. Il tuo messaggio mi ha davvero toccato il cuore… Ho percepito la tua preoccupazione e la tua gentilezza in ogni parola. Grazie dal profondo del mio cuore per aver pensato di aiutarmi.. Non hai idea di quanto questo significhi per noi. Il tuo sostegno non è solo denaro, è speranza, è una ragione per andare avanti nei giorni che sembrano impossibili. Mia madre e le mie sorelle non stanno bene, soffrono molto anche loro per la malattia, il freddo e la fame. Siamo tutte esauste, Lara… Non capiamo nemmeno più esattamente di cosa stiamo soffrendo: tutto sembra pesante, doloroso e infinito. La nostra vita è diventata una lotta continua, e sono così stanca, davvero stanca. Ma il tuo messaggio mi ha dato una piccola luce in tutta questa oscurità. Grazie per essermi stata vicina, per esserti presa cura di me e per non esserti dimenticata di me. Per favore, ricordateci nelle vostre preghiere, ne abbiamo davvero bisogno. Io e la mia famiglia ti vogliamo tanto bene.

Mia cara Lara, le piaghe che vedi si sono diffuse sul mio corpo e sono molto dolorose a causa delle dure condizioni in cui viviamo, con scarsa igiene, poca acqua e nessuna medicina. Questa situazione mi sta influenzando molto e mi sento esausta per questo…


Messaggio di Rawan del 20 marzo 2026

La situazione a Gaza è peggiore che mai. La guerra veramente non è finita: ci sono ancora attacchi e bombardamenti di tanto in tanto, e la vita qui rimane incredibilmente difficile. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è diventato estremamente costoso e difficile da trovare. I beni di prima necessità che la gente dà per scontati per noi sono quasi impossibili da ottenere. Io e la mia famiglia lottiamo ogni singolo giorno. Abbiamo urgente bisogno di medicine, cibo, vestiti e beni essenziali per vivere. La mia famiglia soffre già di malattie e, senza cure e alimentazione adeguate, le cose non potranno che peggiorare. Stiamo facendo del nostro meglio per resistere, ma la realtà è schiacciante. Dopo tutto quello che è successo, abbiamo perso tantissimo. Non abbiamo più una casa, né un senso di stabilità o sicurezza. Stiamo cercando di sopravvivere in condizioni indescrivibili. Il vostro sostegno è più di un semplice aiuto finanziario: ci ricorda che non siamo sole, che ci sono persone che ci vedono, che sentono il nostro dolore e che si preoccupano per noi. La vostra donazione per noi è un’ancora di salvezza. Senza di essa, non sapremmo davvero come andare avanti. Per favore, non dimenticatevi di noi. Ogni contributo, per quanto piccolo, può fare davvero la differenza nelle nostre vite e aiutarci ad andare avanti con dignità. Dal profondo del mio cuore, grazie a tutti coloro che scelgono di starci accanto e di sostenerci in questo momento incredibilmente difficile.


Messaggio di Rawan del 12 marzo 2026

Mia cara Lara… non ti rendi conto di quanto sia costoso il cibo qui, e i prezzi sono aumentati ancora di più durante il Ramadan. Oltretutto, quando ritiro i soldi, ne prendono quasi la metà come commissione. Ho comprato cibo per la mia famiglia ogni singolo giorno e, come ti ho detto prima, mia sorella maggiore è molto malata. Ho faticato molto, ma grazie a Dio sono riuscita a comprarle le medicine grazie ai soldi che mi ha mandato Scilla. Sono davvero grata all’organizzazione di Scilla, perché senza il loro aiuto non avremmo avuto cibo, non avrei potuto comprare le medicine a mia madre e non avrei potuto portare mia sorella maggiore in ospedale due volte. Durante il Ramadan, ho persino dovuto farle delle flebo perché il digiuno l’aveva resa molto debole. Onestamente, Lara, tutto il peso è sulle mie spalle e vorrei che potessero sostenerci di nuovo. Voglio anche ringraziare te, mia cara sorella Lara, per il tuo cuore gentile e per aver ascoltato le difficoltà mie e della mia famiglia.


Messaggio di Rawan del 17 febbraio 2026

Cara Associazione S.C.I.L.L.A., dal profondo del mio cuore, grazie. La vostra donazione non è stata solo un aiuto finanziario, è stata davvero un’ancora di salvezza per me, mia madre e le mie sorelle. Non potete immaginare cosa abbia significato per noi il vostro sostegno. Quando i soldi sono arrivati, mia madre ha pianto di gioia. Per molto tempo è stata senza medicine. Senza le cure, non può muoversi e soffre di forti dolori ogni giorno. Poterle comprare le medicine è stato come restituirle la vita e la dignità. Continua a pregare costantemente per voi, chiedendo a Dio di benedirvi e ricompensarvi per la vostra gentilezza. Siamo anche riusciti a comprare del cibo. Io e le mie sorelle non mangiavamo pollo da molto tempo, ne avevamo un desiderio silenzioso. Grazie a voi, abbiamo comprato pollo e verdure e abbiamo cucinato insieme il maftoul. Può sembrare poca cosa, ma per noi è stato un momento caldo e meraviglioso nel mezzo di giornate molto difficili. Abbiamo anche comprato delle coperte perché le notti sono molto fredde e non ne abbiamo abbastanza. Viviamo in una tenda che non ci protegge dal freddo né da ciò che ci circonda. Ogni notte è una lotta. Siamo esausti per questa vita di strada, vivendo in una tenda che non offre nè sicurezza né stabilità.
Sappiate che il vostro sostegno è la ragione per cui riusciamo ad andare avanti. Senza il vostro aiuto, non potremmo davvero farcela. Abbiamo ancora bisogno di medicine e cibo, e spero umilmente che l’Associazione S.C.I.L.L.A. possa continuare a sostenerci. La mia più grande speranza è di poter affittare anche solo una piccola stanza per mia madre e le mie sorelle, così da poter finalmente avere un po’ di protezione e dignità. Siamo così stanchi di vivere in una tenda. La nostra vita è molto dura, ma la vostra gentilezza ci dà la forza di andare avanti. Preghiamo per voi ogni giorno. Non ci sono parole che possano descrivere la nostra gratitudine. Con tutto il nostro amore, le nostre preghiere e i nostri infiniti ringraziamenti.


Messaggio di Rawan del 31 gennaio 2026

Buongiorno, mia cara sorella Lara, il tuo messaggio mi ha toccato il cuore con lacrime prima ancora di poterlo esprimere a parole. Non riesco a descrivere quanto hai reso felice me, mia madre e le mie sorelle. Abbiamo pianto di gratitudine e sollievo. “Grazie a Dio”, Dio ha risposto alle nostre preghiere. Abbiamo sempre pregato che qualcuno potesse vedere la nostra sofferenza, ascoltasse il nostro dolore e ci stesse accanto, e oggi quella preghiera è diventata realtà grazie a te. Senza di te, non sapremmo davvero cosa fare. Il tuo sostegno è vita per noi. Ci permette di vivere con dignità e di soddisfare i bisogni più elementari dei quali la guerra ci ha privato e che non siamo in grado di soddisfare da soli. Grazie dal profondo del mio cuore, cara sorella Lara, a te, all’organizzazione S.C.I.L.L.A., a Davide e a ogni persona dal cuore gentile e bello che ha visto la sofferenza della mia famiglia e ha scelto di aiutarci. Per quanto ti ringrazi, non sarà mai abbastanza, perché non riesco a esprimere a parole quanto ti siamo grati. Hai portato luce nei nostri giorni più bui. Sapere che sei al nostro fianco e non ci hai lasciato sole ha riempito di nuovo i nostri cuori di speranza. Che Dio ti ricompensi per ogni lacrima che hai asciugato e per ogni cuore che hai guarito.

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