77 • CASA DELLA CHACRA

77 • CASA DELLA CHACRA

Luogo: ParaguayRichiesto da: suore francescane dell’Immacolata di Palagano
Inizio: 2018.Fine: 2018.
Progetto numero: 77.Numero di interventi: 1.

Le suore francescane di Palagano nel 2007 hanno aperto una nuova Missione in Paraguay, nell’Alto Chaco Paraguagio, un territorio dimenticato dagli uomini, ma non da Dio. La città di Pinasco fece l’impressione di un villaggio disordinato, fangoso, polveroso… E gli abitanti? Persone dignitose che nascondono la loro povertà con l’elegante portamento delle donne o con l’indifferenza degli uomini, spesso seduti all’ombra dei grandi alberi a passare il loro tempo bevendo “terere”, chiacchierando e ridendo…
Il progetto ha previsto la ristrutturazione della casa nel quale vive la famiglia che custodisce la “Chacra”, ovvero il campo coltivato di proprietà delle suore, situato a 500 metri da Puerto Pinasco. Questo campo, importante per la missione perché permette alle suore di avere un piccolo guadagno dalla vendita dei prodotti che in esso crescono, è anche una forma di sostentamento per la famiglia che lo custodisce, in quanto viene regolarmente retribuita per il lavoro che in esso compie.
Con questo progetto, inoltre, si è data possibilità di lavoro a maestranze locali.

Galleria fotografica

Lettera delle suore francescane – Missione in Paraguay

La missione in Paraguay ha inizio nel settembre del 2007 sotto indicazione dell’allora Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Cardinal Crescenzio Sepe. La missione consistette nell’animazione pastorale di un paese, Puerto Pinasco, che si trova a circa 600 km dalla capitale Asunciòn e che versa in uno stato di semi-abbandono a causa dell’isolamento e della durezza delle condizioni climatiche e territoriali. Fondata nel primo decennio del 1900, Puerto Pinasco conobbe una certa prosperità fino alla fine negli anni ’60 grazie ad un fabbrica nata per l’estrazione del tannino (una sostanza per conciare le pelli). La presenza di questa industria fece in modo che Puerto Pinasco conoscesse un certo sviluppo in termini economici e sociali. Insieme ad essa, infatti, fu costruita una ferrovia e fu potenziato il collegamento fluviale con le città più importanti del Paraguay, come Asunciòn e Conceptiòn. Quando si scoprì che le stesse proprietà del tannino si potevano produrre chimicamente, pian piano la fabbrica venne dismessa e Puerto Pinasco perse, gradualmente, la sua fonte principale di benessere. Attualmente, Puerto Pinasco versa in una situazione di grande isolamento dovuto alla difficoltà dei collegamenti con le altre città. Spesso, a causa delle piogge, la strada principale che collega il Chaco Paraguay con il sud del paese non è praticabile e quindi l’unico spostamento è tramite barco che impiega dalle 24 alle 36 ore per arrivare in città.

Si possono immaginare le conseguenze. A livello sanitario tutte le situazioni che richiedono ricoveri urgenti in ospedale diventano un problema a causa del tempo e dei costi; il commercio è molto limitato e costoso; l’istruzione mantiene un livello molto basso a causa della difficoltà a reperire inseganti disposti a vivere in un posto così isolato e scomodo. Le possibilità di lavoro sono molto limitate e si basano principalmente sull’allevamento e sulla pesca. I giovani, molto spesso, si ritrovano a lavorare come garzoni sui barchi oppure come mandriani nelle grandi estancia, enormi fattorie di proprietà di imprenditori argentini o brasiliani. Per entrambi, si tratta di lavori che costringono i ragazzi a vivere fuori casa per intere settimane in contesti sociali per niente educativi e dignitosi. Per questo, molti giovani, terminata la scuola superiore desiderano lasciare Puerto Pinasco per recarsi nelle grandi città con la speranza di un impiego e di una abitazione più dignitosa. Ma se questo passaggio non è sostenuto da una rete sociale solida (familiari o amici), i ragazzi rischiano di cadere nei circuiti del lavoro nero (che in Paraguay rappresenta quasi il 70% del PIL) e della prostituzione per le ragazze.

La nostra missione in Puerto Pinasco consiste nel vivere in mezzo alla gente cercando di camminare con loro ascoltando e, quando è possibile, sollevando le loro sofferenze perché possano sentire nuovamente la loro dignità di uomini e donne. Nel concreto, le suore missionarie si occupano della gestione pastorale e amministrativa della parrocchia di Puerto Pinasco e delle sue piccole frazioni. Attraverso il catechismo, la liturgia della Parola, la visita agli ammalati e l’accompagnamento spirituale hanno la possibilità di essere molto a contatto con le persone e di diventare per loro un punto di riferimento. Insieme a questo, le suore gestiscono una piccola scuola materna situata proprio nei locali della nostra casa. Questa scuola vuole essere un “porto sicuro” per la formazione di base dei bambini e, per la comunità, rappresenta anche un’occasione per crescere nel difficile cammino di integrazione tra la popolazione meticcia (che rappresenta la maggior parte dei Pinascheni) e gli indigeni, la parte di popolazione più povera e ridotta a vivere in apposite riserve. La scuola, infatti, accoglie senza distinzione sia i meticci che gli indigeni e cerca di coinvolgere le famiglie in questa integrazione non facile. A testimonianza dell’interesse per questa situazione critica, negli anni le suore sono riuscita a dare vita ad una piccola scuola elementare per i bambini indigeni e a costruire una mensa (comedor) che tutti i giorni feriali garantisce un pasto per gli studenti.

E’ in tutto questo contesto che si inseriscono le adozioni a distanza che non vogliono essere altro che un ulteriore strumento per aiutare le famiglie che versano in uno stato di forte indigenza ma che allo stesso tempo hanno voglia di investire sulla formazione dei propri figli. L’adozione a distanza è un contributo che: sostiene la retta per l’iscrizione a scuola, permette l’acquisto del materiale scolastico e dell’uniforme scolastica, sostiene le spese per l’assistenza sanitaria. si riflette sull’intera famiglia in termini di manutenzione della casa e acquisto di beni alimentari.

Sr Silvia e Sr Françoise

Movimenti economici