PENSIERI CONFUSI: PIU’ CONOSCO E MENO CAPISCO

PENSIERI CONFUSI: PIU’ CONOSCO E MENO CAPISCO

Riflessione di Daniele, volontario in Congo

Detto questo, mi sento così privilegiato e fortunato di poter vivere questo tipo di esperienze che mi fanno capire dinamiche di un mondo di cui facciamo parte, di cui incolpevolmente lo alimentiamo e di cui più viaggio, più conosco, ma meno capisco.E rimango affamato di sapere e di capire e allargo di un poco la mia piccola mente che a volte fa scherzi, si accontenta, si abbuia, si abitua, diventa ciclica, non sconfinata. La vita qui è diversa, ingiusta, lenta… C’è del buono in questo stile di vita che dovrebbe fare riflettere e che si dovrebbe valorizzare, ma c’è assolutamente dello sbagliato e del senso di impotenza assoluta per queste persone che la loro più incolpevole colpa è quella di essere nati in quel luogo, e la loro più incolpevole condanna rimane l’ignoranza più misera e assurda, dovuta a scelte di persone ricche e (mal)sapienti.
Questa non conoscenza, non sapienza è la loro più grande inconsapevole sfortuna ma probabilmente anche la loro “fortuna” per far sì di accettare tutto questo come normale e abitudinario. Una delle cose che mi ha lasciato più dolore e riflessione è che qui l’uomo di colore considera l’uomo “bianco” superiore, viene quasi divinizzato. È orribile. La superiorità della razza, della specie non esiste, punto. Viene solo imposta, indotta e sfruttata. Ognuno nel suo piccolo combatte le proprie battaglie, ma alcune vanno combattute (anche nel silenzio) insieme.