LUCIA
Nell’autunno 2023 suor Teresa Margherita ha accompagnato i volontari S.C.I.L.L.A. in Madagascar nei luoghi dove ha vissuto per oltre 50 anni. Qui ha incontrato una famiglia che ha voluto salutarla e ringraziarla prima del rientro in Italia. La “storia” di Lucia è una delle tante storie vissute nella missione.

Nel 1976 vigeva la dittatura e con essa una miseria nera in tutto il paese. Un mattino si presentò a me una donna (che chiamerò Lucia) in lacrime: si era prostituita per potere sfamare i 6 figli a suo carico. Era stata abbandonata dal marito, non aveva una casa e si accontentava di ripararsi sotto i portici o presso persone povere, ma più fortunate di lei.
Da poco ci eravamo trasferite in capitale, per potere far studiare le giovani aspiranti alla vita religiosa. Aiutate da loro, trovammo e comprammo pochi metri quadrati di terreno per costruire una stanza, dove trovarono rifugio Lucia e i suoi figli. Lucia riceveva da noi il nutrimento giornaliero per la sua famiglia, ma subito dimostrò di avere desiderio di redimersi. Il terreno incolto intorno la casetta, ben presto, fu trasformato da lei e dai figli in un orto dove crebbero legumi e fiori. Il giorno più bello fu quando Lucia arrivò con due regali: l’insalata coltivata da lei e la sua ultima nata. Capimmo che in lei c’era il desiderio di cambiare la sua situazione di vita. Noi suore francescane dobbiamo a Lucia la nascita delle adozioni a distanza. Ogni volta che ci penso mi commuovo. Era iniziata, da tempo, in Madagascar l’adozione di bimbi che venivano portati in Italia e anche a noi arrivava la stessa richiesta. Con insistenza ricevetti una domanda da Ascoli Piceno e pensai a Lucia. Proposi di “regalare” una sua bimba alla signora italiana. “Lasciami un po’ di tempo per riflettere” fu la sua risposta. “Capisco la sofferenza della donna, che non ha la ricchezza che io ho: i figli. Sono felice di far gustare la gioia che provo anche a lei, ma chiedi se può adottarne due, avranno meno nostalgia”. Mandai la richiesta e la risposta fu questa: “Ringrazia Lucia della sua generosità, ma non posso pensare alla sofferenza della bimba nel separarsi dalla sua mamma. Con mio marito abbiamo deciso di adottare tutta la famiglia”. Iniziò una storia d’amore e di amicizia che, dal 1976, continua ancora oggi.
Il secondo giorno del mio soggiorno in Madagascar non venne Lucia a darmi il benvenuto, era in Cielo soddisfatta di vedere i suoi figli, nipoti e pronipoti (18) continuare quello che aveva fatto lei in vita: ringraziare e offrire riconoscenza a chi le aveva voluto tanto bene. Danze, canti, lacrime e la promessa che sarebbero ritornati al completo per darmi l’ultimo arrivederci. Eccoli di nuovo per presentarsi agli amici italiani dell’Associazione S.C.I.L.L.A. ed augurare un sereno soggiorno in terra malgascia. Ma come costume, oltre il Kabary (discorso) di benvenuto, c’è la presentazione.
Conosciuti i nostri ospiti arriva il loro turno.
“Siamo i figli di Lucia, abbiamo studiato tutti perché adottati da una famiglia italiana, abbiamo un lavoro, siamo impiegati statali nella sanità, nel lavoro sociale, nell’agricoltura”.
“Noi siamo le nipoti, frequentiamo l’università, io già laureata, le mie cugine già vicine alla meta”.
Sono 6 ragazze che ci faranno incantare per l’armonia dei loro canti e la bellezza della danza folkloristica. Le più piccole stanno già seguendo l’esempio delle sorelle; l’ultima ha superato il Bac, vuole diventare architetto.
“Dalle stalle alle stelle”, diremmo noi.
Commossi ricordano mamma Lucia e coloro che hanno contribuito a trasformare la loro vita. Tiana che per prima, in famiglia, ha raggiunto una posizione importante nella sanità, non si vergogna di affermare che: “Incontrando le suore e ricevendo aiuto da tanti lontani da me, ho creduto che Dio mi ama”. Posso aggiungere che la storia di Lucia e della sua famiglia mi è rimasta nel cuore. Guardando la loro commozione nel dirci grazie, sono convinta che sapranno trasmettere ai propri figli con la vita i valori cristiani della condivisione, fiducia, amore e amicizia. Questo è uno dei tanti frutti di amore vero che sa donare senza nulla chiedere!