IL MAL D’AFRICA

IL MAL D’AFRICA

Riflessione di una volontaria in Africa

Nessun medico è in grado di curarlo.

Le cause sono state individuate nella generosità della gente che offre le cose più preziose allo straniero loro amico pur possedendo solo quelle; nei canti e nelle danze che segnano ogni momento della giornata, nella semplicità e stupore delle piccole cose…

La progressione dei sintomi è chiarissima: si comincia a convivere con pulci e pidocchi; fa prendere in braccio bambini sporchi con la “candela al naso” sconfigge l’egoismo facendo donare tutto ciò che si possiede col rischio di tornare a casa “in mutande”…

La miglior cura è quella di assecondare il contagio, soprattutto quando trovandosi al mercato del villaggio, circondati da bambini, si comperano ininterrottamente fritelle per la merenda.

Comunque non bisogna illudersi, dal “Mal d’Africa” non si guarisce; anzi, è tornando a casa, che ci si rende conto della conseguenza più grave: il bisogno di tornare là, prima o poi, per rispolverare quel segreto che cambia la vita.

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